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Trauma e linguaggio: “Feccia” di Paul Williams

“Non sapeva che nel mirino si sentiva oggetto di attenzione comunque meglio di un’indifferenza a vita ribellarsi invece un suicidio stai alla larga dai pericoli ovvio no? solo che non è ovvio non puoi mica stare alla larga da tutto specialmente se uno non lo sa che vuole stare alla larga da tutto. Terrorizzato dalla aggressioni da quando aveva dodici mesi fino a diciassette anni partenza dal cuboginnasiopaesegrigio prendi questo questo e questo! “andate via” “lasciatemi in pace” non riusciva a dirlo non lo diceva ma perché? Era la madre padre ad aggredire lui non lui loro era proprio così non l’opposto no? Era così no? Vergognarsi isolarsi significava che per lui invece non era così che era colpa sua si ritraeva da se stesso non si fidava di nessuno terrorizzato dalle aggressioni di chi loro sue? Sue. Loro. Terrorizzato dal terrore figurati!”

Paul Williams ci racconta attraverso una trilogia la storia della sua infanzia difficile, vissuta in un contesto di traumatizzazione cronica e grave trascuratezza che hanno lasciato traccia nella sua vita e nelle sue parole di adolescente.

La storia di Paul è la storia di molte persone vittime di trauma, costrette a vivere in un mondo arbitrario e imprevedibile e a trovare un modo per adattarsi e sopravvivere. Quando chi traumatizza è un padre o una madre il paradosso diventa indecifrabile per la mente: a chi chiedere aiuto? a chi affidarsi per avere conforto? dove nascondersi?

Se la mente non riesce a trovare pace, sicurezza e protezione, allora attiva altre strategie più efficaci per ridurre al massimo il dolore emotivo e le emozioni soverchianti che rischiano di farci sentire sopraffatti: la dissociazione. Il prezzo della dissociazione è un crescente senso di frammentazione della propria identità, di perdita di senso, di estraniamento, ma permette di andare avanti e di non sentirsi sempre sopraffatti e in balia degli altri.

La peculiarità di questo romanzo è indubbiamente il linguaggio, spezzato, interrotto, senza soggetto e spesso simile ad un flusso di coscienza, ma che riesce a trasmettere la difficoltà di Paul di decifrare se stesso, gli altri e il mondo in una chiave che lo aiuti a crescere. Almeno finché non gliene viene data l’occasione…

Trovate qui la recensione completa del libro: http://www.stateofmind.it/2017/09/feccia-paul-williams-recensione